Quali sono tutti i boss di Valor Mortis e come si sconfiggono? Il soulslike in prima persona sviluppato da One More Level propone dieci combattimenti principali, distribuiti lungo gli undici capitoli della campagna e obbligatori per raggiungere il finale. Il percorso comincia con General Lothaire, affrontato inizialmente in uno scontro narrativo destinato alla sconfitta, e prosegue attraverso creature deformate dal Nephtoglobin, soldati trasformati e avversari che richiedono di sfruttare correttamente parate, schivate, armi da fuoco e Transmutations. Tutti i boss principali sono collegati a un trofeo, mentre l’incontro con la Shrike assegna un riconoscimento aggiuntivo senza richiedere una vittoria. Non esistono boss opzionali da cercare per completare il Platino, ma la difficoltà degli incontri può aumentare sensibilmente quando si affrontano nemici dotati di attacchi non parabili o di combinazioni particolarmente rapide. Di seguito trovate l’ordine dei boss, le rispettive posizioni nella campagna e le strategie più utili per affrontarli.
Tutti i 10 boss di Valor Mortis in ordine
I boss principali vengono affrontati in un ordine prestabilito, perché la campagna attraversa regioni e capitoli collegati tra loro. Ogni vittoria permette di proseguire nella storia e assegna il relativo trofeo, senza condizioni aggiuntive come limiti di tempo, divieti di utilizzare cure oppure obblighi di impiegare una determinata arma.
| N. | Boss | Capitolo | Trofeo |
|---|---|---|---|
| 1 | General Lothaire, the Eagle-Bearer | 2 – Regroup | Torn Banner |
| 2 | The Iron Marshall | 3 – Rendezvous | Ultima Ratio Regum |
| 3 | The Sphinx | 4 – Dark Descent | Not a Cat Person |
| 4 | The Slaughtermill | 5 – Crime | Quixotry |
| 5 | The Bride | 6 – Punishment | My Dying Bride |
| 6 | Justicar Aurelius | 7 – Witch Hunt | True Oath |
| 7 | Experiment 83 | 7 – Witch Hunt | Lament of the Limbs |
| 8 | The Orphan | 8 – Blasphemy | Coup de Grâce |
| 9 | Nephtis Superioris | 9 – In Ruins | Behemoth |
| 10 | The Entity | 11 – Reflection | In His Own Image |
Il primo incontro con General Lothaire avviene già nel capitolo 1, Revival, ma è previsto che William venga sconfitto: la vera vittoria contro il generale arriva al termine del capitolo successivo. Dopo Experiment 83, inoltre, si incontra la Shrike, collegata al trofeo Birdwatcher; non va però conteggiata tra i dieci boss da sconfiggere.
Come prepararsi ai boss: parate, schivate e Nephtoglobin
Il sistema di combattimento di Valor Mortis si distingue per l’utilizzo della visuale in prima persona e per la centralità delle parate. In molti incontri non è sufficiente mantenere la distanza e aspettare un’apertura: bisogna riconoscere le sequenze offensive, capire quali colpi possono essere parati e sfruttare il momento successivo per contrattaccare. Una parata eseguita correttamente permette di interrompere la pressione dell’avversario e contribuire a comprometterne la postura, mentre bloccare indiscriminatamente gli attacchi comporta un consumo di resistenza che può lasciare William senza le risorse necessarie per reagire. Gli attacchi segnalati come non parabili richiedono invece di spostarsi o schivare: tentare di contrastarli frontalmente significa subire danni evitabili.
La scelta dell’arma influenza notevolmente la gestione degli scontri. La Saber offre un equilibrio tra attacco e difesa, risultando particolarmente indicata durante la prima partita; la Rapier richiede maggiore precisione nelle parate, mentre la Claymore privilegia i colpi pesanti e impone di affidarsi maggiormente al movimento. Anche le armi da fuoco svolgono una funzione importante, soprattutto quando un avversario espone un punto debole oppure diventa pericoloso avvicinarsi. Le Transmutations completano il sistema: Fire permette di applicare Ignite, Stasis offre capacità di controllo e Shield, acquisita più avanti nella campagna, amplia le possibilità difensive. Prima di entrare in un’arena conviene inoltre controllare le cariche di Ferrofluid, utilizzate per recuperare salute, e verificare che i potenziamenti disponibili siano stati applicati. Un miglioramento moderato della capacità di sopravvivenza può risultare più utile di pochi punti di danno aggiuntivi, soprattutto quando non si conoscono ancora gli attacchi del boss.
1. General Lothaire, the Eagle-Bearer: come batterlo
Capitolo: Regroup, nella Valley of Ashes. Trofeo: Torn Banner.
General Lothaire è il primo vero esame del sistema di combattimento. Il generale viene incontrato una prima volta alla fine di Revival, quando la sconfitta del protagonista fa parte della progressione narrativa, e viene affrontato nuovamente alla conclusione di Regroup. Non è necessario vincere il primo duello: il trofeo si ottiene soltanto durante lo scontro successivo.
Lothaire combina attacchi ravvicinati con armi tradizionali e capacità offensive a distanza. La sua mutazione gli conferisce ulteriori braccia armate, rendendo importante distinguere le sequenze di colpi dalle opportunità nelle quali è possibile avvicinarsi senza essere immediatamente puniti.
Il metodo più affidabile consiste nel imparare la successione degli attacchi ravvicinati e cercare la parata sui colpi prevedibili, anziché tentare di infliggere danni attraverso scambi continui. Quando il generale prepara un attacco non parabile, bisogna interrompere l’offensiva e spostarsi prima che il movimento venga completato.
Durante l’incontro possono comparire anche nemici aggiuntivi. Lasciarli agire indisturbati rende molto più difficile seguire le animazioni del generale, specialmente in prima persona: è quindi conveniente liberare lo spazio attorno al protagonista prima di tornare a concentrarsi sul boss.
La Saber è una scelta particolarmente adatta alla prima vittoria, perché offre una gestione difensiva più accessibile rispetto alle armi che richiedono parate estremamente precise. Una volta compromessa la postura del generale, sfruttate l’apertura per infliggere danni e poi riprendete una posizione dalla quale sia possibile osservare la combinazione successiva.
2. The Iron Marshall: come superare il secondo boss
Capitolo: Rendezvous, nella regione di Fallen Village. Trofeo: Ultima Ratio Regum.
The Iron Marshall viene affrontato al termine del terzo capitolo e costituisce il secondo boss principale. Lo scontro arriva dopo una parte della campagna nella quale William ha già ampliato il proprio arsenale: oltre alla Saber e alla Pistol, a questo punto è possibile utilizzare anche Rapier e Blunderbuss.
Prima di raggiungere l’arena è consigliabile controllare i potenziamenti dell’arma da mischia preferita e assicurarsi di aver raccolto i miglioramenti di Ferrofluid accessibili nelle regioni precedenti. La differenza tra affrontare un boss con poche cure e avere una carica aggiuntiva può diventare significativa quando occorrono diversi tentativi per comprenderne il ritmo.
Durante il combattimento conviene adottare una strategia fondata su osservazione della distanza e punizione delle aperture. Evitate di impegnare tutta la resistenza in una sequenza offensiva: conservare la possibilità di schivare permette di reagire agli attacchi successivi senza dipendere esclusivamente dalle parate.
Se utilizzate la Rapier, cercate di sfruttare soltanto le parate delle quali conoscete il tempismo; quando il boss interrompe il normale ritmo dello scontro, passare alla Saber può rappresentare una scelta più prudente. Le armi da fuoco possono invece essere utilizzate nelle finestre in cui avvicinarsi risulta rischioso, senza considerarle un sostituto completo del combattimento ravvicinato.
3. The Sphinx: come sconfiggere il boss di Dark Descent
Capitolo: Dark Descent, nelle Caverns. Trofeo: Not a Cat Person.
La Sphinx è il terzo boss principale e introduce un tipo di scontro molto differente dai duelli contro gli avversari armati. Si tratta di una creatura quadrupede, caratterizzata da un’impostazione più bestiale e da movimenti che richiedono di prestare attenzione alla posizione del corpo anziché osservare soltanto un’arma impugnata.
Il combattimento comprende un cambiamento significativo di comportamento tra la prima e la seconda fase. All’inizio è possibile riconoscere con maggiore facilità le aperture successive agli attacchi, mentre nella parte avanzata la creatura diventa più aggressiva e alterna movimenti dal ritmo meno prevedibile.
Il principale errore consiste nel continuare a seguire la stessa cadenza offensiva dopo il cambiamento di fase. Quando la Sphinx modifica il proprio comportamento, dedicate alcuni istanti a osservare i nuovi movimenti, mantenendo una distanza che consenta di evitare le cariche e gli attacchi più ampi.
È preferibile colpire dopo il completamento di una sequenza, evitando di restare accanto al boss per infliggere un ulteriore attacco quando non si conosce ancora la ripresa successiva. La Pistol può offrire un’alternativa nei momenti in cui non è sicuro avvicinarsi, mentre Fire permette di esercitare pressione senza affidarsi esclusivamente ai colpi diretti.
Se il combattimento diventa difficile nella seconda fase, conviene ridurre il numero di attacchi per ogni apertura: sopravvivere a una combinazione in più è generalmente più utile che tentare un colpo aggiuntivo e perdere una carica di Ferrofluid.
4. The Slaughtermill: come affrontare il mulino di Crime
Capitolo: Crime, nella regione di Vale of Wrath. Trofeo: Quixotry.
The Slaughtermill è uno degli incontri più particolari di Valor Mortis, perché il boss assume la forma di un mulino a vento trasformato in una minaccia da combattimento. La sua struttura lo distingue dagli avversari umanoidi e rende particolarmente importante osservare l’ambiente, anziché adottare automaticamente le abitudini sviluppate contro i soldati.
Il principio più utile è distinguere i momenti nei quali occorre spostarsi da quelli nei quali è possibile attaccare in sicurezza. Contro un avversario di grandi dimensioni, provare a restare continuamente a distanza ravvicinata può compromettere la visibilità dell’insieme dell’arena e rendere più difficile riconoscere il movimento successivo.
Conviene quindi individuare prima uno spazio dal quale sia possibile osservare la struttura del boss, mantenendo abbastanza resistenza per reagire alle minacce ambientali. Le armi da fuoco possono essere particolarmente utili quando il bersaglio si trova fuori dalla portata della spada, mentre gli attacchi ravvicinati vanno riservati alle occasioni in cui l’avvicinamento non espone a un contrattacco immediato.
La sconfitta dello Slaughtermill assegna Quixotry e permette di proseguire verso la fase successiva della campagna. Dopo lo scontro, lungo il percorso collegato all’Old Windmill, è inoltre possibile recuperare un oggetto della missione secondaria The Emissary: conviene controllare il passaggio prima di allontanarsi definitivamente dalla zona.
5. The Bride: come prepararsi allo scontro di Punishment
Capitolo: Punishment. Trofeo: My Dying Bride.
The Bride viene affrontata all’inizio del sesto capitolo e rappresenta il quinto boss principale. A questo punto William dispone già di tutte le armi da fuoco e delle prime due Transmutations, ma non ha ancora ottenuto la Claymore né Shield.
La preparazione dovrebbe quindi concentrarsi sulla configurazione che si è dimostrata più efficace durante gli incontri precedenti. La Saber continua a rappresentare una scelta solida quando occorre difendersi e contrattaccare, mentre la Rapier può offrire maggiori soddisfazioni ai giocatori che hanno acquisito sicurezza con il tempismo delle parate.
Durante i primi tentativi è consigliabile non consumare rapidamente tutte le risorse offensive. Osservate la durata delle sequenze del boss, il modo in cui modifica la distanza e gli intervalli nei quali rimane effettivamente esposto; soltanto dopo aver riconosciuto queste aperture conviene aumentare l’aggressività.
Fire e Stasis possono ampliare le possibilità a disposizione, ma non è prudente basare l’intera strategia su un’interruzione del nemico finché non si è verificato come l’effetto interagisca con il combattimento. La soluzione più affidabile rimane alternare difesa e contrattacchi brevi, ricorrendo alle cure soltanto quando si dispone di un intervallo sufficiente.
6. Justicar Aurelius: come vincere il duello
Capitolo: Witch Hunt. Trofeo: True Oath.
Justicar Aurelius è uno dei combattimenti che mettono maggiormente alla prova la precisione delle parate. A differenza degli scontri contro creature di grandi dimensioni, il suo confronto con William è costruito attorno a un duello ravvicinato contro un avversario armato di spada, capace di alternare colpi rapidi e combinazioni difficili da interrompere con attacchi indiscriminati.
La prima fase premia soprattutto la capacità di riconoscere l’inizio delle sequenze. Aurelius può concatenare più colpi, quindi parare il primo non significa necessariamente avere già ottenuto una finestra per contrattaccare. È preferibile attendere la conclusione della combinazione prima di rispondere, evitando di interrompere prematuramente la difesa.
La seconda fase introduce una trasformazione che altera il comportamento del boss, con un braccio contaminato e attacchi che includono colpi diretti verso il terreno. Il ritmo della prima fase non va quindi applicato automaticamente alla seconda: occorre riconoscere nuovamente la preparazione dei movimenti e distinguere le azioni da parare da quelle che richiedono uno spostamento.
Per imparare lo scontro può essere utile utilizzare la Saber, che offre una maggiore libertà difensiva. La Rapier rimane efficace per chi riesce a padroneggiare i tempi delle parate, ma un singolo errore può diventare costoso, soprattutto quando il boss continua ad attaccare senza una lunga pausa.
Il momento più favorevole per infliggere danni arriva dopo aver superato correttamente una sequenza completa, quando Aurelius deve recuperare prima di iniziare la successiva. Evitate di inseguire un contrattacco a ogni costo: imparare a difendersi con continuità è più importante che abbreviare di pochi secondi il combattimento.
7. Experiment 83: come affrontare il secondo boss di Witch Hunt
Capitolo: Witch Hunt, nella City of Orphans. Trofeo: Lament of the Limbs.
Experiment 83 è il secondo boss principale affrontato nel capitolo 7, dopo Justicar Aurelius. Questa successione rende particolarmente importante gestire correttamente la progressione del personaggio: due incontri obbligatori nello stesso capitolo possono mettere in evidenza eventuali carenze nell’equipaggiamento o nella quantità di cure disponibili.
Prima di affrontarlo conviene verificare di aver raccolto i materiali di potenziamento accessibili nella City of Orphans e di aver equipaggiato le Amber più utili alla sopravvivenza. Se il combattimento precedente è risultato particolarmente difficile, non è necessario mantenere la stessa configurazione per abitudine: un effetto dedicato alla rigenerazione o alla gestione dei danni può risultare più utile di un miglioramento esclusivamente offensivo.
Durante lo scontro, la priorità è riconoscere quali movimenti consentono una parata affidabile e quali rendono necessario cambiare posizione. Non è consigliabile impegnare tutta la resistenza in una lunga sequenza offensiva prima di aver compreso il comportamento del nemico, perché un errore può rendere impossibile evitare il colpo successivo.
Se il boss lascia finestre sufficientemente ampie, è possibile alternare attacchi da mischia e colpi delle armi da fuoco; nei momenti di maggiore pressione, invece, conviene privilegiare il riposizionamento e conservare le cure per i tentativi nei quali si riesce a raggiungere stabilmente la parte avanzata dello scontro.
Birdwatcher: l’incontro con la Shrike è un boss?
La Shrike non è uno dei dieci boss da sconfiggere. L’incontro avviene dopo Experiment 83, quando si raggiunge la conclusione della City of Orphans, ed è legato al trofeo d’argento Birdwatcher.
Il riconoscimento viene assegnato incontrando il personaggio durante la progressione della storia. Non bisogna quindi cercare un’arena opzionale, preparare una particolare configurazione o sconfiggere un ulteriore avversario per ottenere questo trofeo.
La distinzione è utile anche per comprendere il numero effettivo degli scontri: la lista PlayStation comprende undici riconoscimenti collegati ai boss e agli incontri narrativi, ma soltanto dieci richiedono la vittoria in combattimento.
8. The Orphan: come superare il boss di Blasphemy
Capitolo: Blasphemy. Trofeo: Coup de Grâce.
The Orphan è l’ottavo boss principale e viene affrontato alla conclusione del capitolo 8. Durante Blasphemy viene ottenuta anche la Transmutation Shield, che completa l’arsenale disponibile e permette di sviluppare nuove possibilità difensive.
Prima dello scontro conviene sperimentare Shield contro nemici comuni, così da comprenderne l’utilizzo e stabilire se integrarlo nella configurazione abituale. Non è comunque necessario portarlo immediatamente al livello massimo per affrontare il boss: il quinto potenziamento serve soprattutto per sbloccare Shield Bash e ottenere successivamente Abyssal Eviction.
Con l’arsenale completo è possibile scegliere tra approcci differenti. Chi si trova meglio nel combattimento ravvicinato può continuare a utilizzare le parate della Saber oppure la potenza della Claymore, mentre le armi da fuoco offrono opportunità offensive quando avvicinarsi risulta troppo pericoloso.
La gestione delle risorse diventa centrale: è preferibile utilizzare una combinazione che si conosce bene anziché alternare continuamente tutte le armi senza un obiettivo preciso. I primi tentativi dovrebbero servire a riconoscere le aperture e a capire quanto tempo sia necessario per recuperare la posizione dopo un contrattacco.
9. Nephtis Superioris: come prepararsi al penultimo boss
Capitolo: In Ruins. Trofeo: Behemoth.
Nephtis Superioris viene affrontato alla conclusione del capitolo 9 ed è il nono boss principale. È un incontro avanzato della campagna, per il quale diventa importante utilizzare in maniera consapevole tutti i sistemi di crescita ottenuti fino a questo momento.
Prima di affrontarlo conviene controllare il livello dell’arma da mischia preferita, l’eventuale disponibilità dei materiali necessari per migliorare una delle armi da fuoco e il numero delle cariche di Ferrofluid. Anche le Amber dovrebbero essere riesaminate: la configurazione utilizzata durante il leveling potrebbe non rappresentare la scelta più efficace per un combattimento particolarmente impegnativo.
Non è necessario spendere automaticamente tutti i materiali rari prima dell’incontro. In particolare, almeno un Quintessential Transmutation Material deve essere conservato per portare Shield al livello 5, così da mantenere la possibilità di ottenere Abyssal Eviction e completare il Platino.
Durante il combattimento è utile adottare un approccio progressivo: nei primi tentativi concentratevi sulla sopravvivenza e sul riconoscimento delle aperture, evitando di sprecare Ferrofluid soltanto per prolungare un tentativo nel quale non si è ancora compreso il ritmo dello scontro.
Quando le sequenze diventano prevedibili, è possibile aumentare il danno attraverso armi da fuoco e Transmutations, mantenendo comunque abbastanza risorse per affrontare un eventuale cambiamento della pressione offensiva.
10. The Entity: dove si trova e come affrontare il boss finale
Capitolo: Reflection. Trofeo: In His Own Image.
The Entity è il boss finale di Valor Mortis e viene affrontato nell’undicesimo capitolo, Reflection. Per raggiungere lo scontro bisogna dirigersi nella regione delle Caverns, presso la Lantern Ancient Lair, e interagire con la porta di pietra disponibile durante la progressione conclusiva.
La vittoria assegna In His Own Image, l’unico trofeo d’oro direttamente collegato al completamento della campagna. Non sono previste condizioni aggiuntive legate alla difficoltà o alla necessità di terminare il combattimento senza utilizzare Ferrofluid.
Prima di accedere alla porta conviene dedicare qualche minuto alla preparazione. Se avete già raccolto numerosi materiali ma non li avete ancora utilizzati, questo è il momento adatto per potenziare l’arma da mischia preferita e migliorare la quantità o l’efficacia delle cure disponibili. Non è invece indispensabile completare tutti i collezionabili, perché potranno essere recuperati successivamente.
Durante i tentativi contro l’Entity è consigliabile privilegiare la conservazione delle risorse e la conoscenza delle aperture effettive. Con tutte le armi disponibili, la tentazione può essere quella di utilizzare continuamente gli strumenti più potenti; tuttavia, impegnare l’intera resistenza o consumare Nephtoglobin senza avere spazio per reagire può rendere lo scontro più difficile.
Un approccio equilibrato consiste nell’utilizzare le armi da mischia nelle aperture più affidabili e riservare quelle da fuoco ai momenti in cui non è conveniente avvicinarsi. Shield e Stasis possono essere valutate come strumenti di gestione della pressione, senza presumere che ogni effetto di controllo funzioni contro un boss finale esattamente come contro un nemico comune.
Dopo la vittoria, Valor Mortis permette di tornare nelle regioni già visitate e proseguire con i trofei rimasti incompleti. Sconfiggere l’Entity non blocca quindi il recupero delle Amber, delle missioni secondarie o dei materiali dimenticati.
Qual è il boss più difficile di Valor Mortis?
La difficoltà dei boss dipende notevolmente dallo stile di combattimento utilizzato. Gli avversari umanoidi, come General Lothaire e Justicar Aurelius, mettono alla prova soprattutto il tempismo delle parate, mentre la Sphinx richiede di adattarsi al movimento di una creatura più grande e al cambiamento di ritmo tra le fasi.
Gli incontri avanzati diventano generalmente più impegnativi anche perché il gioco presuppone una conoscenza ormai consolidata delle armi, delle Transmutations e della gestione della resistenza. Tuttavia, non esiste una classifica ufficiale della difficoltà dei boss: un giocatore esperto nelle parate può trovare relativamente semplice un duello che risulta invece particolarmente ostico a chi preferisce schivare.
Se un combattimento sembra insuperabile, conviene valutare quale problema si presenta più frequentemente. Quando si esaurisce la resistenza prima di poter reagire, bisogna ridurre il numero degli attacchi; quando si consumano tutte le cure nella fase iniziale, è necessario migliorare la difesa; quando il boss viene affrontato correttamente ma i tentativi diventano eccessivamente lunghi, può essere il momento di investire nei potenziamenti offensivi.
Ci sono boss opzionali o segreti in Valor Mortis?
La campagna non comprende boss principali opzionali da cercare separatamente. Tutti i dieci combattimenti necessari per il completamento vengono raggiunti attraverso la storia, e i relativi trofei si ottengono sconfiggendo gli avversari obbligatori.
Esistono però miniboss e nemici d’élite distribuiti nelle diverse regioni. Alcuni costituiscono ostacoli lungo il percorso, mentre altri sono collegati a missioni secondarie, forzieri o materiali rari.
Un caso particolarmente importante riguarda gli Eternal Guardsmen, che devono essere individuati e sconfitti per progredire nella missione Oathbound. Completare l’incarico permette di ottenere il trofeo d’oro We Wear the Same Colours, ma questi avversari non appartengono alla lista dei dieci boss principali della campagna.
Ai fini del Platino, quindi, occorre distinguere tra i boss obbligatori, che vengono affrontati automaticamente, e i nemici speciali necessari alle missioni secondarie. Non serve cercare un undicesimo boss nascosto, ma bisogna comunque completare Oathbound e le altre attività collegate ai trofei.
Si possono riaffrontare i boss dopo il finale?
Terminata la campagna, Valor Mortis consente di continuare l’esplorazione utilizzando il viaggio rapido tra le Lantern. Questo permette di tornare nelle regioni precedenti, recuperare oggetti mancanti e riprendere le missioni secondarie non completate.
Il ritorno nelle aree già visitate non equivale però a una modalità Boss Rush: la possibilità di ripetere un determinato combattimento principale non deve essere confusa con quella di affrontare nuovamente i normali nemici che ricompaiono dopo il riposo.
La modalità Nuova partita+ non è disponibile nella versione di lancio, pur essendo prevista attraverso un aggiornamento successivo. Per ottenere tutti i trofei collegati ai boss è quindi sufficiente completarli durante la normale progressione narrativa, senza dover programmare ulteriori partite o condizioni speciali.
Il percorso più efficiente verso il Platino consiste nel affrontare i dieci boss seguendo la storia, raccogliere progressivamente i materiali e conservare un Quintessential Transmutation Material per Shield. Dopo aver sconfitto l’Entity, le attività rimanenti potranno essere completate attraverso il recupero dei collezionabili, delle missioni secondarie e dei trofei di combattimento.
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