È un giorno triste per chi ha a cuore la storia del nostro medium preferito:Myrient chiude. Il celebre archivio digitale, noto per ospitare una collezione pantagruelica diROM, ISO e file BIOSper praticamente ogni console esistente, ha annunciato la cessazione delle attività. Con oltre390TB di dati catalogati e messi a disposizione gratuitamente, Myrient rappresentava uno dei pilastri fondamentali della preservazione videoludica, un baluardo contro l’oblio digitale che minaccia migliaia di titoli ormai fuori commercio e impossibili da recuperare legalmente.
Le cause della chiusura di Myrient
Sebbene le motivazioni ufficiali non siano state dettagliate in un comunicato stampa formale, le indiscrezioni puntano il dito contro la combinazione letale di costi di gestione insostenibili e la crescente pressione legale da parte dei detentori dei diritti. Mantenere server capaci di gestire quasi400 terabyte di traffico ha un costo economico proibitivo per un progetto senza scopo di lucro, e il clima attuale, con aziende come Nintendo sempre più aggressive nella tutela delle loro IP, ha probabilmente accelerato la decisione di staccare la spina.Myrient chiude lasciando un vuoto incolmabile, poiché la sua struttura organizzata e la velocità dei download lo rendevano una risorsa unica nel suo genere, ben diversa dai siti di ROM pieni di pubblicità invasiva.
Il problema della preservazione digitale
La scomparsa di Myrient riaccende il dibattito sulla preservazione deivideogiochi. Senza iniziative come questa, enormi fette della storia del gaming rischiano di andare perdute per sempre, vittime del deterioramento dei supporti fisici e della chiusura deglistore digitali ufficiali. Mentre le case di produzione faticano a offrire soluzioni legali complete per accedere al proprio catalogo storico, gli sforzi della community restano spesso l’unica ancora di salvezza per lamemoria collettiva del settore.
ConMyrient chiude, perdiamo non solo un sito web, mauna biblioteca di Alessandria digitale.Resta da vedere se altri progetti riusciranno a raccogliere questa pesante eredità o se assisteremo a un progressivo oscuramento del nostro passato videoludico. Una perdita che, purtroppo, colpisce tutti: dai semplici appassionati ai ricercatori che studiano l’evoluzione del videogioco.
