Once Human: Isles of Abyss è disponibile su PS5, arriva l’espansione gratuita dedicata al mare
di ilplatinatore ·

Il mondo di Once Human si allarga verso il mare con Isles of Abyss, l’espansione gratuita arrivata su PlayStation 5 il 22 ottobre 2026. Per il survival ambientato in un universo segnato da fenomeni soprannaturali, il cambiamento va oltre l’aggiunta di un nuovo territorio: la navigazione, la costruzione di imbarcazioni e la ricerca di risorse negli abissi diventano elementi centrali dell’avventura. Le spedizioni non si svolgono più soltanto fra insediamenti e zone terrestri, ma attraversano un oceano che reagisce alla presenza dei giocatori.
La nuova ambientazione comprende cinque regioni oceaniche e introduce un sistema di progressione nel quale esplorazione delle isole e attività navali si alimentano reciprocamente. Le imbarcazioni possono trasformarsi in vere fortezze mobili, mentre le profondità nascondono materiali e luoghi da scoprire. È un’impostazione che cambia la scala della sopravvivenza: per prepararsi a un viaggio non basta pensare all’equipaggiamento del personaggio, ma occorre considerare anche la struttura e le capacità della propria nave.
Un oceano vivente trasforma l’esplorazione di Once Human
Il mare di Isles of Abyss non è stato concepito come un semplice spazio da attraversare per raggiungere un’isola. Nell’immaginario dell’espansione è il corpo di un’entità cosciente chiamata The Sunken Lord, la cui presenza si manifesta attraverso fenomeni ambientali e creature inquietanti. I fari denominati The Tower e le navi fantasma Voyagers sono parte di questo scenario, dove il confine tra paesaggio e minaccia rimane deliberatamente incerto.
Durante la navigazione, le condizioni possono cambiare in modo significativo. Le regioni presentano nebbie misteriose, maree nere particolarmente violente e fenomeni atmosferici che arrivano a far precipitare fuoco temporale dal cielo. Questi pericoli danno al viaggio una dimensione diversa rispetto al semplice spostamento fra punti di interesse: scegliere quando e come affrontare una traversata diventa parte dell’esperienza di sopravvivenza, soprattutto quando si viaggia con una nave costruita e attrezzata per una funzione precisa.
L’esplorazione conduce anche a scontri contro boss regionali associati alle grandi torri disseminate nell’arcipelago. Il percorso delineato dagli sviluppatori porta infine verso il confronto con il Sunken Lord, che costituisce il riferimento narrativo dell’intera espansione. Le anomalie dell’oceano, le strutture e gli avversari non sono dunque elementi isolati: concorrono a definire un territorio ostile, nel quale la scoperta di nuovi luoghi procede insieme alla comprensione della minaccia che li domina.
Le fortezze navali diventano basi mobili da costruire insieme
Il viaggio comincia con mezzi modesti, ma la costruzione navale è destinata ad assumere un ruolo sempre più importante. Ogni imbarcazione può essere sviluppata come una Sea Fortress, una base mobile che riunisce trasporto, spazi di lavoro, strumenti per la sopravvivenza e armamenti pesanti. La nave non serve soltanto a raggiungere un obiettivo: accompagna la progressione e rappresenta il modo in cui il gruppo si prepara alle condizioni dell’oceano.
La libertà creativa annunciata per il sistema di costruzione è ampia. Si può immaginare una nave di ispirazione piratesca, dotata di cannoni laterali, oppure orientarsi verso strutture industriali e configurazioni dall’aspetto fantascientifico. Gli sviluppatori citano persino piattaforme che ricordano impianti di perforazione o portaerei, sottolineando come la forma dell’imbarcazione sia lasciata all’inventiva dei giocatori. Al di là dell’estetica, la disposizione delle strutture e delle armi assume un valore tattico quando occorre reagire ai pericoli incontrati in mare.
Questa impostazione trova un’applicazione naturale nel gioco di squadra. Gli amici possono riunirsi in flotte composte da più imbarcazioni, coordinando progetti e ruoli per affrontare minacce differenti. La cooperazione si sposta così anche sul piano della preparazione: prima ancora dello scontro, un gruppo può ragionare su quali capacità privilegiare e su come rendere complementari le proprie fortezze. È un’evoluzione coerente con la natura survival di Once Human, perché attribuisce alla costruzione una funzione direttamente collegata all’esplorazione.
Isole e fondali marini alimentano una progressione condivisa
La struttura dell’arcipelago lascia spazio a percorsi differenti. La partita inizia su un’isola introduttiva, ma l’ordine di esplorazione delle altre quattro regioni può essere scelto liberamente. Questa apertura permette di organizzare il viaggio secondo gli interessi e le necessità del proprio gruppo, senza presentare l’espansione come una sequenza rigidamente lineare di tappe.
Il fulcro della progressione è il rapporto fra terra e mare. Le risorse raccolte sulle isole consentono di migliorare le tecnologie navali e gli armamenti necessari per affrontare incontri più impegnativi in acqua. Al tempo stesso, le spedizioni in mare aperto e nelle profondità permettono di ottenere materiali specializzati utili a potenziare l’equipaggiamento terrestre e le basi. Esplorare un ambiente contribuisce quindi a prepararsi per l’altro, creando un ciclo che incoraggia a variare le attività anziché concentrarsi su una sola area.
La componente subacquea amplia ulteriormente questo sistema. I giocatori possono immergersi fra rovine sommerse alla ricerca di tesori, raccogliere risorse acquatiche rare e dedicarsi alla caccia nelle profondità per procurare sostentamento e materiali particolari. Queste attività danno significato agli spostamenti sotto la superficie e rendono il fondale una parte esplorabile del mondo, non soltanto lo sfondo delle battaglie navali.
Il risultato è una sopravvivenza articolata su più livelli. Una spedizione può partire dalla raccolta di materiali su un’isola, proseguire con il miglioramento della nave e concludersi con un’immersione destinata a fornire nuove risorse per l’equipaggiamento. Non è necessario seguire sempre questo ordine, ma il collegamento tra le diverse attività costituisce una delle idee centrali di Isles of Abyss e distingue l’espansione da una semplice aggiunta di zone da visitare.
Su PS5 il DualSense accompagna navigazione e combattimenti
La versione PlayStation 5 sfrutta le caratteristiche della console per dare maggiore presenza fisica alle nuove attività marittime. Il feedback aptico del DualSense è stato adattato alle onde, alle tempeste e agli urti dello scafo durante gli scontri navali. Gli sviluppatori descrivono anche una vibrazione profonda associata al battito del Sunken Lord, un dettaglio pensato per rafforzare la sensazione che il mare sia un’entità viva e non un ambiente passivo.
I grilletti adattivi intervengono invece quando si utilizzano i cannoni pesanti o si lanciano rampini verso le navi avversarie, introducendo una resistenza percepibile attraverso il controller. È una scelta che collega le caratteristiche hardware di PS5 alle azioni più rappresentative dell’espansione, senza modificare la natura del sistema di costruzione o sostituirsi alle decisioni tattiche dei giocatori.
Il caricamento rapido tramite SSD è stato inoltre valorizzato per favorire il passaggio fra esplorazione terrestre, navigazione e immersioni. La continuità tra questi ambienti è particolarmente importante in un’espansione che fonda la propria progressione sul movimento costante da una dimensione all’altra. Isles of Abyss è un’espansione gratuita di Once Human: il suo interesse non risiede soltanto nella quantità di nuovi luoghi, ma nel modo in cui unisce costruzione, cooperazione e ricerca di risorse attorno a un oceano che diventa protagonista dell’avventura.
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