Shuten Doji è uno dei boss più particolari di Onimusha: Way of the Swordperché costringe ad abbandonare l’approccio prudente che funziona contro molti degli avversari precedenti: la sua Salutesi rigenera durante il combattimento, quindi lasciare troppo spazio al boss finisce per cancellare progressivamente il danno inflitto. Lo scontro richiede comunque pazienza nelle deviazioni e nelle schivate, ma premia una pressione offensiva costante e la capacità di riconoscere rapidamente le finestre nelle quali Shuten Doji cerca di bere.
La seconda fase modifica ulteriormente il combattimento, separandola testa dal corpoe trasformandola praticamente in un secondo avversario capace di caricare Musashi, partecipare alle combo e gonfiarsi fino a diventare una gigantesca bomba. È soprattutto questa versione a rendere Shuten Doji uno degli incontri più impegnativi nella Rivincita contro i Boss a difficoltà Massacro, dove non è possibile compensare gli errori facendo affidamento sui normali consumabili.
Attenzione agli spoiler:la guida descrive integralmente entrambe le fasi del combattimento contro Shuten Doji.
Come prepararsi allo scontro con Shuten Doji
L’elemento dominante del combattimento è ilfuoco, quindi durante la campagna qualsiasi effetto capace di aumentarne la resistenza permette di assorbire meglio gli errori, soprattutto dalla seconda metà dello scontro. Non conviene però costruire l’intera configurazione soltanto attorno alla difesa: la rigenerazione di Shuten Doji rende altrettanto importanti il danno sostenuto, la capacità di svuotarne rapidamente la resistenza e una buona gestione del Potere Oni.
L’Arco Oniè invece indispensabile per rispondere ad alcune delle tecniche più pericolose. Non va utilizzato casualmente per infliggere qualche punto di danno aggiuntivo, perché il boss possiede attacchi specifici che possono essere interrotti molto più facilmente con una freccia; conservare l’arma per quelle situazioni riduce sensibilmente il rischio.
La regola generale rimane quella di mantenereuna distanza medio-ravvicinata. Troppo vicino significa esporsi ai colpi irregolari e ai calci di Shuten Doji, mentre arretrare eccessivamente gli concede il tempo necessario per bere e rigenerare la Salute. Il ritmo ideale consiste nel difendersi durante le sue sequenze, rispondere con pochi colpi e tornare immediatamente pronto alla mossa successiva.
Prima fase: attenzione al ritmo irregolare dei suoi attacchi
Shuten Doji combatte in modo volutamente sgraziato: barcolla, modifica continuamente il proprio equilibrio e utilizzafendenti di spadone leggermente ritardati, una caratteristica che rende le deviazioni più complicate di quanto possa sembrare osservando la velocità dei colpi. Premere il comando difensivo seguendo un ritmo regolare porta spesso ad anticipare l’impatto; è molto più affidabile concentrarsi sull’effettivo movimento dell’arma.
Tra gli attacchi più comuni c’è ilcolpo con la fiasca contro il terreno. Shuten Doji solleva il recipiente e lo abbatte davanti a sé: una schivata ben temporizzata permette di uscire dalla traiettoria, mentre chi ha già assimilato il timing può trasformare l’attacco in un’occasione per un Issen.
Una dinamica simile accompagna ilsalto seguito dall’affondo verso il terreno. Anche in questo caso non conviene scappare attraverso tutta l’arena: il movimento è sufficientemente leggibile da poter essere evitato lateralmente e lascia una breve apertura quando Shuten Doji termina l’animazione. Il boss utilizza inoltre diversi calci, alcuni dei quali possono sorprendere proprio perché arrivano durante movimenti apparentemente goffi. Evitare di prolungare eccessivamente le combo offensive permette di conservare sempre il margine necessario per reagire.
Perché Shuten Doji recupera Salute e come limitarlo
La peculiarità fondamentale del boss è la sua capacità direcuperare Salute bevendo dalla fiasca. Non esiste un singolo comando che disattivi definitivamente questa meccanica: ciò che fa realmente la differenza è impedirgli di avere continuamente spazio e tempo per completare l’azione.
Quando Shuten Doji inizia a bere, bisogna quindiridurre immediatamente la distanza e attaccare. La rigenerazione diventa particolarmente fastidiosa nelle difficoltà superiori, perché un combattimento troppo conservativo può durare molto più del necessario; aspettare continuamente che sia il boss a iniziare ogni interazione permette alla sua barra di tornare verso l’alto tra una sequenza e l’altra.
Questo non significa attaccare senza criterio. La pressione efficace consiste nel rimanergli abbastanza vicino da poter punire il tentativo di bere, continuando però a rispettare le normali finestre difensive; scambiare danni mentre sta preparando un attacco pesante è quasi sempre meno conveniente che concedergli qualche secondo. La situazione peggiora nell’ultima parte della seconda fase, quando Shuten Doji tende arigenerare più frequentemente sia Salute sia resistenza. Arrivare a quel punto avendo già imparato a riconoscere la finestra del recupero permette di impedire che il combattimento si prolunghi inutilmente.
Quando iniziano gli attacchi di fuoco
Intorno alla metà della prima fase Shuten Dojiincendia la propria fiascae amplia il repertorio con diversi attacchi elementali. Uno dei più riconoscibili lo vede saltare all’indietro lasciando scie di fuoco sul terreno: inseguirlo direttamente attraverso le fiamme è inutile, quindi conviene spostarsi lateralmente e richiudere la distanza soltanto dopo aver trovato un corridoio libero.
Molto più pericoloso è il momento in cuiprende fiato prima di sputare una grande fiammata. Questo è uno dei casi nei quali l’Arco Oni diventa particolarmente importante: appena l’animazione viene riconosciuta, estrarre l’arco e colpirlo permette di interrompere l’attacco prima che l’intera area frontale venga investita dalle fiamme.
C’è poi una combinazione nella quale Shuten Doji utilizza la fiasca pertrascinare Musashi verso di sé, preparando subito dopo un grande fendente illuminato di bianco. Il richiamo iniziale può sorprendere, ma l’attacco successivo è fortemente telegrato; invece di tentare una fuga tardiva, bisogna prepararsi alla parata o alla deviazione, le risposte più sicure contro il colpo.
Seconda fase: la testa di Shuten Doji diventa un secondo avversario
La trasformazione più importante avviene quandola testa viene separata dal corpo. Da questo momento continua ad attaccare indipendentemente mentre il corpo mantiene gran parte delle tecniche già viste, creando una situazione simile a un combattimento contro due nemici che condividono la stessa barra della Salute.
Non è necessario spostare continuamente il lock-on sulla testa, ma bisogna tenerla nel campo visivo il più possibile. Concentrarsi esclusivamente sul corpo è il modo più semplice per essere colpiti lateralmente da una delle nuove tecniche.
Tra queste compare unacarica estremamente veloce della testa: prima di partire, il volto ruota e si orienta verso Musashi, offrendo un breve segnale visivo. Si tratta di un attacco blu, quindi bisogna utilizzare la risposta prevista nel momento in cui la testa raggiunge il personaggio, anziché affidarsi a una normale guardia. L’obiettivo non deve diventare comunque inseguire la testa nell’arena. Il corpo rimane il riferimento principale del combattimento e la testa va trattata come una minaccia aggiuntiva da leggere e neutralizzare quando entra in azione.
Come evitare la combo di quattro colpi della seconda fase
Uno degli attacchi che vale maggiormente la pena imparare è unasequenza di quattro azioni coordinate tra corpo e testa. La combo inizia con uno schianto del corpo sul terreno, seguito da un attacco analogo della testa; il corpo continua quindi con un fendente e conclude con una potente esplosione di fuoco sul terreno.
Il problema non è tanto il singolo colpo quanto la necessità dinon perdere il ritmo dopo la prima difesa. Schivare correttamente l’apertura e partire immediatamente con una combo offensiva espone quasi certamente al secondo o al terzo attacco; bisogna invece considerare l’intera sequenza come un’unica azione del boss e aspettare la vera conclusione prima di contrattaccare.
L’ultimo attacco di fuoco richiede particolare attenzione e può essere contrastato con deviazione, parata o Issen. A Massacro è preferibile utilizzare la risposta che si riesce a eseguire con maggiore costanza: cercare obbligatoriamente l’Issen per massimizzare il danno non serve se il timing non è ancora affidabile.
La testa gigante esplosiva: usare subito l’Arco Oni
Durante la seconda fase la testa può anchegonfiarsi fino a diventare un’enorme sfera esplosiva. L’animazione è abbastanza evidente da offrire il tempo necessario per reagire, ma ignorarla significa trovarsi poco dopo davanti a un attacco ad area molto più difficile da gestire insieme alle azioni del corpo.
La soluzione più semplice è nuovamente l’Arco Oni: appena la testa comincia a ingrandirsi, bisogna mirare e colpirla per interrompere la tecnica. Conservare l’arco proprio per la fiammata e per questa trasformazione è molto più utile che utilizzarlo liberamente durante le normali finestre di danno.
È anche uno dei motivi per cui, nella seconda fase, conviene mantenere una buona visione complessiva dell’arena: se la testa comincia a gonfiarsi fuori dallo schermo mentre Musashi è impegnato contro il corpo, si perde gran parte del tempo disponibile per intervenire.
Come sfruttare il Risveglio Oni contro Shuten Doji
Nella seconda fase entra in gioco con maggiore importanza anche ilRisveglio Oni. Una volta riempita la barra viola conviene trasformarsi durante una finestra nella quale Shuten Doji sia effettivamente raggiungibile, evitando di consumare parte della durata mentre testa e corpo sono lontani o impegnati in un’animazione che obbliga a difendersi.
Durante la trasformazione gli Issen diventano più semplici da eseguire e rappresentano una delle fonti di danno più efficaci. Come negli altri combattimenti avanzati, non conviene utilizzare immediatamente l’attacco speciale conclusivo: è preferibilesfruttare quasi interamente la durata dell’Awakening con attacchi e Issen, per poi usare il colpo più potente quando la barra sta per terminare.
Questa strategia diventa particolarmente efficace nell’ultimo terzo della Salute, quando il boss intensifica la rigenerazione. Concentrare molto danno all’interno di una singola trasformazione permette di ridurre il numero di opportunità che Shuten Doji ha per recuperare ciò che è stato appena perso.
Come battere Shuten Doji a Massacro nella Rivincita contro i Boss
Nella Rivincita aMassacrole meccaniche rimangono sostanzialmente le stesse, ma il margine concesso dagli errori viene drasticamente ridotto. La rigenerazione assume inoltre un peso maggiore: giocare eccessivamente sulla difensiva non porta necessariamente a un tentativo più sicuro, perché allunga lo scontro e costringe a leggere molte più sequenze.
La strategia più affidabile consiste quindi nel mantenereuna pressione controllata: poche risposte offensive dopo ogni attacco, interruzione immediata dei tentativi di bere, Arco Oni conservato per la fiammata e la testa esplosiva, nessuna combo avventata durante le sequenze coordinate della seconda fase.
Il combattimento diventa molto più semplice quando si smette di inseguire ogni possibile finestra di danno. Shuten Doji può rigenerarsi, ma questo non obbliga a colpirlo ininterrottamente: bisogna piuttosto evitare lunghi periodi di inattività, continuando a trasformare le sue animazioni più riconoscibili in occasioni offensive.
Nella modalità Rivincita, inoltre, non è possibile utilizzare i normali consumabili della campagna; imparare a gestire correttamente il boss diventa quindi indispensabile per il trofeoMasochista, che richiede di completare l’intero roster dell’Arena alle difficoltà previste. Superando Shuten Doji direttamente a Massacro vengono registrati anche i livelli inferiori, quindi non è necessario ripetere lo stesso combattimento tre volte una volta raggiunta la difficoltà massima.
Shuten Doji rimane soprattutto uno scontro di ritmo:la prima fase insegna quando pressarlo per impedirgli di curarsi, mentre la seconda chiede di dividere l’attenzione tra corpo e testa senza perdere quella stessa aggressività controllata. Una volta riconosciute la fiammata, la carica della testa, la combo di quattro attacchi e la trasformazione esplosiva, anche la Rivincita a Massacro diventa molto meno caotica di quanto sembri nei primi tentativi.
