Benkei in Onimusha Way of the Sword: come batterlo e rompere la sua armatura

Benkei in Onimusha Way of the Sword: come batterlo e rompere la sua armatura

Benkei è uno dei boss più anomali di Onimusha: Way of the Swordperché costringe a smettere quasi completamente di ragionare in termini di semplice danno alla Salute. Durante il primo incontro, nella missione Massacro sul Ponte, il guerriero è protetto da una pesante armatura che rende inefficaci gran parte degli attacchi normali; bisogna invece consumarne la resistenza, aprire le finestre dedicate erimuovere progressivamente le protezioniprima di poterlo colpire in modo realmente efficace.

Benkei ritorna successivamente in una versione molto più armata durante Scontro a Rendaino e occupa una seconda voce nella Rivincita contro i Boss. La struttura di base rimane la stessa, ma vengono aggiunticannone, asce, dardi, esplosivi e tecniche elettriche, trasformando quello che inizialmente è soprattutto un test di deviazioni in uno degli incontri più pericolosi quando viene affrontato a difficoltà Massacro.

Attenzione agli spoiler:la guida descrive entrambi gli scontri con Benkei e le tecniche della sua seconda versione.

Perché gli attacchi normali non fanno danno a Benkei

All’inizio del combattimento Benkei è coperto da placche sulle gambe, sulle braccia, sulle spalle e sul resto del corpo. Attaccarlo ripetutamente con la katana mentre queste protezioni sono intatte produce pochissimo valore:il vero obiettivo è svuotare la barra della resistenza, soprattutto attraverso deviazioni e Issen.

Una volta spezzata la resistenza compare la possibilità di scegliere cosa ottenere dall’apertura. Invece di prendere immediatamente le anime, bisogna selezionareuno dei punti rossi presenti sull’armatura, permettendo a Musashi di distruggere quella specifica protezione. La procedura deve essere ripetuta più volte finché le parti necessarie non vengono rimosse e Benkei diventa vulnerabile anche agli attacchi normali.

Questo rende il combattimento molto diverso dai boss precedenti: una lunga combo eseguita contro la corazza non sostituisce una buona deviazione, mentre pochi contrattacchi corretti possono accorciare sensibilmente il tempo necessario per arrivare alla fase di danno reale. Gli Issen continuano comunque a infliggere danni e resistenza anche prima della rimozione completa dell’armatura, quindi chi ne padroneggia già il timing può accelerare il processo; uno degli attacchi più semplici sui quali esercitarsi èil salto di Benkei seguito dallo schianto sul terreno, perché l’animazione offre un riferimento molto più leggibile rispetto ad alcune delle sue rapide stoccate.

Deviare la naginata è la chiave del primo scontro

Il repertorio iniziale di Benkei ruota soprattutto attorno allanaginata. Può attaccare da destra o da sinistra, utilizzare colpi dall’alto e partire improvvisamente con una lunga stoccata capace di coprire una grande distanza; cercare continuamente di arretrare non funziona bene proprio perché la portata dell’arma gli permette di raggiungere Musashi anche da lontano.

Bisogna quindi imparare a restare davanti al boss e deviare. La stoccata a distanza, per esempio, è anticipata dal momento in cui Benkei prende posizione prima di scattare in avanti: una volta assimilato questo segnale diventa una delle tecniche più semplici da utilizzare per intaccare la resistenza.

Alcune sequenze continuano inoltredopo il primo colpo apparentemente conclusivo. Aver deviato una singola oscillazione non significa automaticamente poter iniziare una combo; attendere una frazione di secondo e verificare che Benkei abbia realmente terminato l’azione evita molti dei danni gratuiti subiti nei primi tentativi.

La pressione rimane comunque importante. La sua resistenza può recuperare se gli viene concesso troppo tempo senza interazioni, quindi non conviene ritirarsi continuamente agli estremi dell’arena; se Benkei resta fermo, qualche attacco leggero può essere utilizzato per provocare una risposta e tornare immediatamente al ciclo di deviazioni.

Quale parte dell’armatura conviene rompere per prima

Quando la barra della resistenza cede, l’obiettivo prioritario non dovrebbe essere raccogliere immediatamente le anime, almeno finché l’armatura è ancora quasi completamente intatta.Rimuovere le protezioni accelera tutto il resto del combattimento, perché amplia progressivamente le opportunità di infliggere danno diretto.

Le parti sulle gambe rappresentano un buon punto dal quale iniziare, seguite dalle protezioni superiori; l’ordine preciso è meno importante della continuità, quindi è preferibile distruggere una parte ogni volta che si ottiene l’apertura invece di alternare continuamente armor break e raccolta delle anime senza un piano.

Quando restano soltanto pochi pezzi, la scelta può invece dipendere dalle proprie risorse. Se Salute e Potere Oni sono già in condizioni critiche, utilizzare una finestra per recuperare può essere più importante che togliere immediatamente un’ulteriore placca. Il combattimento non richiede quindi di ignorare completamente le anime, ma di capire quandoil progresso permanente sull’armatura vale più di una ricompensa momentanea.

Seconda fase del primo Benkei

Azzerata la prima barra della Salute, lo scontro prosegue con una seconda fase. Benkei incendia il dispositivo presente sulla schiena e mantiene gran parte delle tecniche precedenti, aggiungendo però alcune varianti che rendono più difficile affidarsi soltanto alla memoria muscolare costruita nei primi minuti.

Tra le nuove mosse compare unaffondo più aggressivo con la naginata, mentre in determinate sequenze Benkei estrae una seconda arma ed esegue una serie di colpi illuminati di bianco. Questi attacchi richiedono di essere parati o deviati e non devono essere affrontati come una normale sequenza evitabile semplicemente rotolando fuori dalla traiettoria.

Il principio generale non cambia: consumare la resistenza, rompere l’armatura e punire soltanto le vere aperture. La difficoltà nasce soprattutto dalla maggiore pressione del boss, che riduce il tempo disponibile per riconoscere il passaggio tra un’azione e l’altra.

Il secondo scontro con Benkei: cosa cambia

Quando Benkei ritorna più avanti nella campagna, parte già con un repertorio molto più ampio. Diverse tecniche che nel primo combattimento comparivano soltanto nella seconda fase possono essere utilizzate immediatamente, compresele raffiche con la seconda arma e le sequenze che richiedono deviazioni precise.

Anche in questo caso l’armatura rimane il problema centrale: svuotare la resistenza e scegliere i punti rossi continua a essere il metodo fondamentale per renderlo vulnerabile. La differenza è che, soprattutto dalla seconda fase, diventa molto più difficile restargli davanti senza considerare anche tutto ciò che può lanciare a distanza.

Il ritorno di Benkei non deve quindi essere affrontato come un boss completamente nuovo; è più utile pensarlo comeuna versione espansa del primo combattimento, nella quale tutto ciò che era già stato imparato sulla corazza rimane valido, ma bisogna aggiungere una seconda serie di risposte per proiettili, esplosioni e attacchi elettrici.

Come evitare il cannone di Benkei

Uno degli attacchi più pericolosi del secondo scontro è illancio del grande cannone. Il proiettile non rappresenta l’unico pericolo: dopo aver toccato il terreno produce fenditure infuocate che esplodono con un leggero ritardo.

La prima cosa da fare è quindi evitare il cannone stesso, senza però interpretare la schivata come la fine dell’attacco. Bisogna continuare a osservare il terreno esaltare al momento dell’esplosione delle crepe, perché rimanere nell’area dopo aver evitato correttamente il lancio può comunque provocare danni enormi.

A Massacro questa sequenza diventa particolarmente pericolosa e non vale la pena tentare immediatamente di punire Benkei appena il proiettile è passato. La finestra realmente sicura inizia soltanto dopo la seconda detonazione; anticipare l’offensiva significa spesso essere colpiti dall’esplosione mentre Musashi è ancora impegnato in un’animazione.

Dardi e asce: quando deviare e quando schivare

Il secondo Benkei utilizza ancheraffiche di piccoli dardi, che possono essere deviati e rimandati verso il boss. È una delle poche situazioni nelle quali la distanza può trasformarsi direttamente in una fonte di danno, quindi vale la pena imparare il ritmo della raffica anziché evitare automaticamente ogni proiettile.

Leasce rotanti, invece, sono molto meno affidabili da riflettere. Possono tecnicamente essere intercettate con il timing corretto, ma la traiettoria e il danno subito in caso di errore rendono la schivata la soluzione più sicura, soprattutto nella Rivincita a Massacro.

Questa distinzione evita di trattare tutti i proiettili nello stesso modo: dardi da deviare, asce da evitare, cannone da schivare tenendo poi conto della detonazione ritardata.

Il martello esplosivo va interrotto con l’Arco Oni

Tra le tecniche più pericolose compare un enormemartello esplosivo montato sulla spalla, che Benkei carica prima di sparare. Quando il dispositivo viene preparato non conviene provare a finire una combo o allontanarsi sperando di poter assorbire il colpo: bisogna estrarre rapidamente l’Arco Onie colpire l’arma durante la carica.

Interrompere l’attacco produce anche una buona opportunità per riavvicinarsi. Ignorarlo, al contrario, può essere devastante a Massacro, dove alcune delle tecniche più potenti della versione corazzata sono sufficienti per annullare quasi completamente un tentativo ben condotto. Proprio per questo l’Arco Oni non dovrebbe essere consumato casualmente. Conservare la possibilità di rispondere al martello è molto più utile di qualche danno aggiuntivo ottenuto sparando senza uno scopo preciso durante le normali fasi del combattimento.

La fase elettrica e l’attacco dall’alto

Nella parte avanzata del secondo combattimento Benkei potenzia completamente l’equipaggiamento e introduceattacchi elettrici molto più aggressivi. Uno dei più pericolosi lo vede saltare fuori dall’inquadratura prima che un enorme fulmine colpisca la posizione di Musashi; subito dopo arriva anche lo schianto del boss sul terreno.

Il problema è ancora una volta la doppia lettura: evitare il fulmine non conclude l’attacco. Bisogna continuare a muoversi e preparare la seconda schivata per il momento in cui Benkei ricade nell’arena.

Quando la sua Salute diminuisce ulteriormente può inoltre utilizzare un attacco rotante che lasciasfere capaci di proiettare raggi sul terreno, seguito da uno schianto che genera una grande onda elettrica. In questa situazione forzare il combattimento ravvicinato è particolarmente rischioso: creare spazio permette di leggere prima le traiettorie e rientrare soltanto quando l’intera sequenza è terminata.

Come battere Benkei a Massacro nella Rivincita

NellaRivincita contro i Boss, Benkei e la sua seconda versione vengono conteggiati come due incontri differenti. Il primo rimane relativamente gestibile una volta assimilato il sistema dell’armatura; il secondo diventa invece molto più punitivo, soprattutto perché il danno degli attacchi pesanti lascia pochissimo margine d’errore.

La priorità resta svuotare la resistenza attraversodeviazioni pulite, evitando di consumare tempo con normali attacchi contro parti ancora protette. Quando arriva la finestra bisogna continuare a rimuovere l’armatura, scegliendo le anime soltanto quando le risorse rendono realmente necessario il recupero.

Nella versione più armata vanno poi aggiunte quattro regole semplici: non punire il cannone prima della detonazione ritardata; deviare i dardi ma schivare preferibilmente le asce; interrompere il martello esplosivo con l’Arco Oni; non considerare concluso l’attacco elettrico finché Benkei non è ricaduto a terra.

Benkei diventa così molto meno imprevedibile di quanto sembri:il primo scontro insegna a rompere metodicamente la corazza, mentre il secondo verifica se si riesce a mantenere lo stesso processo sotto la pressione di proiettili ed esplosioni. Una volta assimilata questa logica, anche le due voci della Rivincita necessarie per Masochista risultano molto più controllabili.

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